Tema Alessandro Manzoni

Nel 1800 non esisteva ancora un Italia unita,ma era soltanto un espressione geografica,come l’aveva definita il ministro Austriaco Von Metternich;
Nonostante questo nelle menti degli italiani nasceva l’idea di un Italia unita . In Italia in ambito artistico e del pensiero si diffuse il Romanticismo che era caratterizzato dalla passione,il sentimento e l’immaginazione.

Alessandro Manzoni ,illuminista e Romantico;vive in questo periodo .Manzoni nacque nel 1785 a Milano.La madre Giulia Beccaria era la figlia di Cesare Beccaria ,scrittore illuminista, autore del libro “dei delitti e delle pene”pubblicato nel 1764 e diffuso in tutta Europa. Fin da piccolo fu costretto a frequentare dei collegi religiosi a causa della separazione dei genitori,tuttavia aderisce ben presto alle idee illuministiche. Durante questo periodo scrisse alcune opere poetiche come “l’Adda” e “l’Urania” . Nel 1806 raggiunse la madre a Parigi dove divenne un sostenitore del Romanticismo. A Parigi conobbe Enrichetta Blondel di religione calvinista che divenne sua moglie.

In seguito al matrimonio Enrichetta si converti alla fede cattolica e successivamente :nel 1810 fece lo stesso Manzoni.Dopo la conversione Manzoni torno in Italia e riprese tra il 1812 e il 1825 compose i primi quattro inni sacri .Dovevano essere 12 ma ne termino solamente cinque ; “La Restaurazione” “Il nome di Maria” , “Il Natale”,”La Passione” e la “ Pentecoste”. Tra il 1816 e il 1822 Manzoni scrisse due tragedie : “Il Conte di Carmagnola” e “L’”Adelchi”. Nel 1821 scrisse due Odi politiche “Marzo 1821” e “Il Cinque maggio”. La prima Ode si riferiva ai moti carbonari del 1821dove Carlo Alberto dichiaro guerra a l’Austria;
La seconda invece, si riferiva alla morte di Napoleone a Sant’Elena.

Sei anni dopo pubblico la sua prima versione de “I Promessi Sposi”. Dopo la pubblicazione egli passo gli anni successivi a correggere il romanzo.
Nel 1861 gli venne affidata la carica di senatore del regno d’Italia.
Sfortunatamente la vita di Manzoni è piena si tragedie : cinque dei suoi otto fratelli muoiono, La sua prima moglie (Enrichetta Blondel) e successivamente anche la seconda (Teresa Borri).
Alessandro Manzoni muore nel 1873 a causa di una caduta dalle scale.

3 thoughts on “Tema Alessandro Manzoni

  1. non riesco a entrare quindi sono costretto a pubblicare qui il testo del tema

    Tra tutti gli autori studiati nel corso di quest’anno scolastico, mi è piaciuto molto Giacomo Leopardi. In particolare mi ha colpito la sua poesia “L’infinito” perchè tratta di un momento di pura riflessione e meditazione. Per meglio comprendere la sua poetica e capire il travaglio interior di queto autore, è necesario conoscere a fondo la sua vita.
    Leoprdi nasce a Recanati nel 1789. Il padre è molto autoritario, severo in famiglia e legato politicamente al rgime assolutistico dello Stato Pontificio. La madre invece, pia e ossessivamente religiosa, è molto esigente nei confronti del figlio. REcanati stessa ospita un clima soffocante da un punto di vista culturale. Nel 1806 Leopardi viene affidato agli insegnamenti di un precettore privato. Dopo 6 anni però il precettore stesso riconoscre che il ragazzo è più istruito di lui e lascia l’impiego. Il giovane si rinchiude così nella biblioteca del padre e si dedica ad uno studio matto e disperatissimo. Inpara da solo il latino, il greco, l’ebraico e in parte anche le lingue moderne. E’ molto gracile, l’intenso studio lo rende debole e fisicamente curvo. Tutto ciò lo porta a sentirsi sempre più isolato e diverso. Un paio di volte tenterà la fuga dalla casa paterna ma senza successo. Già a 15 anni scrive due opere sull’astronomia e sui popoli antichi; questo rivela la sua formazione illuministica. I fatti della sua vita che ho appena illustato lo portano ben presto d avere una concezione pessimistica della vita. In un primo momento questa negatività deriva dalle sue esperienze personali, poi il pessimismo verrà riversato su tutto il cosmo e diventerà infatti un “pessimismo cosmico”. Tale visione della vita la troviamo per esempio nelle “operette morali”, 20 scritti sull’uomo e sulla natura.
    Nel 30 si trasferisce a Firenze dove si innamora di FannY Targioni Tozzetti che non lo ricambia. A lei L. dedica un ciclo di poesie. La delusione amorosa è tuttavia compensat dall bella amicizia con Ranieri che gli sarà vicino fino alla morte, avvenuta a Napoli nel 1837.
    Da giovane Leopardi concepisce la natura come una madre amorosa che ci crea per vivere felicemente. In quest’epoca è ancor influenzato dalla concezione illuministica del sensismo materialista (tutto è mteria eterna e tutto nasce e si riconduce alla materia); la tristezza nasce solo dallo sviluppo della ragione che limita i sentimenti e la voglia di sognare dell’uomo. Successivamente L. passa all’diea di una “natura matrigna” che genera gli esseri viventi. L’uomo è consapevole della sua condizione perchè la natura lo ha dotato di capacità di ragionamento. Sa quindi di essere condannato all’infelicità e al suo destino di morte. Questo porta L.ad essere estremamente pessimista: l’umanità vive in un mondo assurdo e cattivo. A differenza degli altri esseri viventi lo guarda e lo capisce e se ne dispera perchè ha il dono della ragione. Questa disperazione è chiara nella sua poesia “Canto di un pastore errante dell’asia”, dove la vita intera di una persona viene sintetizzata in una corsa affannosa e senza speranza verso la morte. L’ultimo verso chiarisce tutta la sua concezione dell’esistenza: “è funesto a chi nasce il dí natale”.
    La poesia fa parte dei “GRandi idilli”, dove il poeta considera la natura come matrigna ma nello stesso tempo ne ama la bellezza e vorrebbe poter contemplre le meraviglie del creato. Di questi oemi fa part anche “L’infinito”, che a me piace molto. Tratta infatti di un pomeriggio in cui L.si reca a fare una passeggiata sul monte Tabor. Lì vorrebbe scrutare l’orizzonte, ma una siepe glielo impedisce. Così è costretto solo a immaginare quegli “spazi immensi”. Con questa metafora possiamo capire il messaggio del poeta: l’uomo secondo lui non è in grado di comprendere nè il senso nè la grandezza del creato, ne è impedito dalla sua natura mrtale, ma può liberare l’immaginazione e in un certo senso “intuire” quello che sta “al di là”. “Il naufragar m’è dolce in questo mare” è un verso che mi avvicina al poeta: anche a me capita talvolta di incantarmi in una dolce pace interiore.

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